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sola

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sola Lunedì, 21 Giugno 2004

Stai per scoppiare…
Questa volta non c’entra il lavoro.
Non importa che sia l’odiatissimo lunedì.
Non hai subito un torto da nessuno.
Stai così per colpa tua. Ma nessuno lo nota…
Settimana scorsa hai accumulato troppa tensione, troppa rabbia e giovedì sera, per non piangere, hai chiamato il C.
Gli hai chiesto se potevate vedervi sabato pomeriggio. Gli hai detto che avevi bisogno di lui… lui che, anche se può sembrare assurdo, è l’unico in grado di leggerti attraverso. Peccato dovesse andare in montagna… “cazzo Ila non potevi dirmelo prima? Il lavoro mi sta uccidendo, avevo programmato un sabato di relax. Tu sei sempre quella dell’ultimo momento, eh? Mi sarei tenuto libero: adesso come facciamo?” “io sto male da una settimana. Pensavo passasse, invece… ho tirato, tirato e adesso se non parlo con te va a finire che piango come una cogliona…” “Raccontami tutto dall’inizio, ma scommetto che il problema si chiama K. Ho ragione, no? Non dirmi che…” “Si, ha a che vedere con lui. Ma non ne sono innamorata! Alla fine… non lo conosco nemmeno…”. E ti sei aperta con lui… avete parlato, parlato… lui si è arrabbiato “Ila ti sei fatta incastrare!” “Nessuno mi incastra! Il fatto è che voglio mettere le cose in chiaro…” “Smetti di fare la dura! Non puoi recitare tutta la vita.” Lui ha lasciato che il fiume che avevi dentro traboccasse, dopodiché ha detto “Io so cosa vuoi da quest’uomo…io ti conosco”. Hai chiesto consiglio sul modo in cui intendevi agire. Lui ha asserito… e ha aggiunto “se proprio non ce la fai a stare in stand-by… digli tutto, come hai fatto ora con me”.
E’ ironico come tu possa tenere una situazione in sospeso per mesi, ma, quando ti accorgi che la cosa così com’e… non ti basta più, allora tutto il mondo deve girare come vuoi tu. E, se possibile, più velocemente dell’ordinario.
Così sabato, dopo aver ricevuto l’ennesimo messaggio in cui ti diceva quanto ti pensava, quanto aveva voglia di vederti, quanto aveva voglia di baciarti… quanto aveva voglia di toccarti…l’ hai chiamato.
Ti sei affacciata alla finestra della camera dei tuoi, rivolta ai balconi del condominio a fronte.
Sei partita come un diesel: voce rilassata, tranquilla, qualche risatina sarcastica. Poi però, all’ennesimo “Ila… ma tu non capisci…vedi… tu… forse tu non mi conosci abbastanza, altrimenti interpreteresti in modo diverso il mio comportamento…” “No., K. Io non ti conosco per un cazzo! Ed è questo che mi fa male. Mi fa capire che per te sono solo una bambolina stupida” “non sei stupida”. Sei diventata un tornado… ti sei trasferita in camera tua. Hai alzato la voce, usato intercalari poco carini nei confronti del tuo interlocutore e al suo “Allora… vedi che non hai capito? Adesso ti spiego…” hai appeso.
Brava!
Bel comportamento maturo! Soddisfatta?
Silenzio.
Era l’unica soluzione.
O forse la prima che ti è venuta in mente.
Sei stanca delle scuse.
Sei stanca di essere in procinto di piangere.
Un silenzio nauseabondo ti circonda.
Hai mandato un messaggio ad un’amica, supplicandola di passare a prenderti prima di uscire, qualsiasi ora fosse al suo ritorno dal lavoro in pizzeria.
Avevi troppo bisogno di uscire.
Ti sei infighettata (come spesso fai quando ti senti giù) trucco nero sugli occhi (che d’estate è il massimo!) e ti sei sdraiata sul matrimoniale dei tuoi, senza stereo, senza niente nella testa.
Solo tu.
Tu e la tua rabbia esplosiva.
Hai messo il cellulare tra l’addome e il materasso, così nel caso ti fossi addormentata, ne avresti sentita la vibrazione.
E hai dormito un’oretta.
Alle 23 sei uscita. Venti amici ti aspettavano al Donegal. Un paio ti hanno chiesto come stavi, e tu, sincera, ma sorridendo “un po’ depressa”. Hanno sorriso, perché tu non sei una che si deprime. Perché il tuo silenzio può sembrare più un non voler abbassarsi ai discorsi dei comuni mortali, piuttosto che esprimere un disagio interiore.
Nella tua testa continua ad apparire come un fotogramma il momento in cui hai appeso il telefono.
Che stupida!
Pensavi che con quel gesto ti saresti sentita meglio… che avresti mandato affanculo uno per cui non ne vale la pena…
Forse però non è così.
Forse dovresti imparare a capire che non sei l’asse intorno al quale gira la terra. Dovresti intuire che anche gli altri hanno dei sentimenti. Dovresti renderti conto che non tutti agiscono e pensano come te. E per fortuna…
Ti sei fatta un vodka lemon. Hai flirtato con un paio di ragazzi. Sei andata ad una festa. Ti sei sentita una schifezza.
Un unico pensiero nella tua testa: “cazzo ho fatto?”
Ti sei fatta uno schifo di gin con cedrata alla goccia (l’unico modo di farlo scendere nella gola senza farsi sommergere da quel raccapricciante sapore).
Hai conosciuto un paio di ragazzi nuovi. Appena smettevi di parlare… t’abbracciava la solitudine.
Sola.
Tremendamente sola.
Sola in mezzo ad una quarantina di persone.
Triste in una situazione che tre anni fa avresti sognato. Essere solo quattro ragazze… con tutti quegli uomini…quasi come Puffetta.
Parecchie attenzioni verso di te.
Eppure sola.
Sei sola nel tuo stomaco.
E alle tre vorresti andare alla notte bianca di Milano, ma per colpa di Ale si fa troppo tardi.
Per fortuna ti addormenti subito.
Al risveglio a mezzogiorno, guardi se ci sono messaggi.
Niente.
Ti sembra di essere una di quelle stupide paranoiche che dicono al cellulare “chiamami, chiamami” come se un elettrodomestico potesse sentirti…
E pensi che forse è vero che “la probabilità che un evento si realizzi è inversamente proporzionale al desiderio che una persona ha che ciò avvenga”.
Ti dici che se non ci pensi…quando meno te lo aspetti, ti chiamerà. E riderete.
Alle 14 ti abbassi a mandare un messaggio di scuse. Niente.
Ti tieni occupata per non pensarci. Poi a cosa dovresti pensare? Sei stata tu a dirgli di chiarirsi un po’ le idee e di chiamarti tra sei mesi o sei anni. Che avresti fatto il possibile per non cambiare numero.
All’aperitivo delle 20 hai incontrato due ragazzi conosciuti sabato,le tue sorelle pensavano fossero tuoi amici di vecchia data… e si sono sorprese della tua espansività.
Quella bella qualità che molti ti affibbiano, senza capire che in realtà è un escamotage per non far trapelare quanto stai male…
Ti si sono presentati due ragazzi sui venticinque… hai fatto la superdonna per un’oretta… hai bevuto un sun-stroke e alle 21.30 sei tornata a casa.
Sei stata nuovamente pervasa dalla paura di essere sola.
Sola in mezzo a tanti amici.
Sola coi tuoi stupidi pensieri.
Sola con la tua (irre)frenabile voglia di piangere.
Sola col tuo vuoto nella pancia.
Sola con l’impotenza di far capire realmente come stai.
Sola coi tuoi sorrisi.
Sola col tuo carattere di merda che fa star male e ti fa star peggio.
Sola coi tuoi capelli in ordine.
Sola con la tua impulsività.
Sola in balia di un cellulare che non squilla.
Sola con un fiume di lacrime dietro l’orbita… e se non sto attenta strariperà.

28/06/2004
lunatica

Commenti Inserisci Commento
stella
11/07/2004-14:12:30
...sembro io...riattacco il tel xkè nn mi merita lui...poi mi pento...come sono difficili i sentimenti...
martina
16/07/2004-17:37:41
ok, l'ho letto.Si, carino.Il racconto rispecchia un pò la vita di una giovane adolescente, ma questa è una storia sentita e risentita, direi retorica e un pò finta.Ormai questi pezzi nn sono neanche più da film!I giovani d'oggi non sono cosi in delirio!Grazie per lo spazio
stella
07/10/2004-13:50:59
che ne sai che è finto? xkè bisogna sempre giudicare... è più che carino a mio avviso...rispecchia sentimenti...
Eleo
12/12/2004-18:02:27
Secondo me qst pezzo, oltre ad essere molto bello e profondo, rispecchia molte ragazze di oggi..Anke a me capita spesso, di uscire e "fare la scema", ma sotto sotto stò da skifo..Non importa se il pezzo è inventato o meno, i concetti ke esprime a mio parere sono sicuramente veri...bacioni...
Sasà Caribe
06/02/2005-00:18:11
e come si dice a napoli: o si nasce pietra o stella!
pasquale
17/03/2005-14:51:16
mettiti in mostra.buona fortuna.tvb
Michele P.
01/11/2007-01:09:50
non c'è niente di finto... e non rispecchia solo certe ragazze di oggi... ma anche ragazzi .... praticamente, potrei aver scritto la stessa identica cosa su di me, che sarebbe calzata alla perfezione.... praticamente, è il mio racconto questo ...
Viola (ex lunatica, ex ilariathequeen)
11/01/2009-19:23:37
grazie... perchè l'ho scritto 4 anni fa... e ancora c'è gente che mi legge... ho cambiato "casa". oggi sono qui http://revengedoll.splinder.com
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