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the first day

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the first day 28 Giugno “04



Oggi è il primo giorno.

Hai passato un week end carico d’isterismo, una notte turbolenta piena di sogni poco rassicuranti…
Un po’ come la vigilia del primo giorno di scuola, l’attesa che precede un esame importante, la nottata prima dell’incontro con lo psicologo che avevi rifiutato per anni, l’aspettativa che ha preceduto il viaggio a Parigi, la stessa trepidazione che anticipava la tua prima visita ginecologica…

Ma ora è tutto ok.

Hai un po’ paura. A mezzogiorno hai mandato una mail al tuo amico Claud. Gli hai detto che oggi FINALMENTE inizi quella “possibile” terapia per cui sei stata in attesa sei lunghi mesi.
Gli avevi parlato di ciò al tuo compleanno: lui ti aveva subito contrariata. Ti aveva detto “Lo so come sei. Nel caso in cui vedi che aumenti la massa muscolare, ma hai degli effetti collaterali, lo nascondi al medico”. E tu avevi detto che eri troppo giovane per stare come ti sentivi: che il tuo corpo non rispecchiava come ti senti dentro… “Cazzo dici? Sei un po’ magra, ma sai quante darebbero l’anima al diavolo per avere un fisico come il tuo?” “Non m’interessa. Ho due gambe scheletriche” “Si, infatti la prima volta che t’ ho vista…ho notato subito quelle, vero? Sai… tra me e me, mentre ti avvicinavi per stringermi la mano… ho avuto l’impressione che fossi una molto sicura di te e mi sono detto “che figa!” poi vabbeh… t’ ho conosciuta e… c’è stato quello che c’è stato…” “Voglio provare. Sono anni che mi sento intrappolata in un tunnel. Adesso inizio a sentirmi troppo stretta” “Ma non mi sembra tu non stia facendo un cazzo” “Ma sto peggiorando! Sai come ci si sente di merda a 23 anni a piangere davanti alla dottoressa che ti segue da 10? A domandarle come starebbe lei se avesse voglia di un caffè e l’unico bar aperto ha un cazzo di gradino che non riesci a fare da sola.
A dirle che sei troppo giovane per stare così male. A supplicarla di darti qualcosa nell’attesa che ti trovino la cura. E quando mi ha parlato di questo medicinale è stato come un barlume. E’ stato come vederee una fioca luce in fondo a quel maledetto tunnel”.


Non sei la piccola illusa che crede nei miracoli. A dire il vero sono parecchi anni che non credi più in nulla. Non credi nell’esistenza di un dio imparziale. Non credi nell’amicizia sconfinata.
Non credi nell’amore eterno.

Speri solo che (se la terapia funziona) la situazione si stabilizzi. In caso contrario… saresti terrorizzata nei confronti del tuo avvenire.
Oggi è solo il primo giorno. Raggiungerai la dose completa giovedì… il giorno più pesante del mese, quello in cui si inizia a fare le fatture. ‘fanculo le fatture! Stavolta pensi a te. Sei grande abbastanza per farcela…


Peccato solo che capiti sempre tutto insieme: il caldo afoso che indolenzisce ulteriormente i fiacchi muscoli; i tuoi amici, ai quali hai celato la vera motivazione del tuo diniego, che hanno passato il week end in campeggio; il Cristian che non chiama; il Christian che t’ha promesso vi rivedrete.

L’importante è che tu stia tranquilla. E’ pressoché impossibile che tu possa essere soggetta a tremori…a irritabilità…ad acellerazione del battito cardiaco…

E se dovesse accadere…smetterai la terapia e tutto tornerà come prima.


Ci tieni a quest’ultimo tentativo.

Lo devi affrontare al meglio, senza farti assalire da TUTTE le paure che fino a una settimana fa ti erano estranee.



E poi…adesso indossi il perizoma rosso coi brillantini… e un po’ ti senti meglio.

28/06/2004
lunatica

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